
Illuminazione interni villa contemporanea.
Il concept: una luce fluida che non pone confini.
L’architettura di questa Villa Sul Lago si definisce attraverso volumi ampi, una doppia altezza generosa e una matericità decisa: travi in legno a vista, grandi vetrate e marmi naturali. La sfida progettuale era fornire luce funzionale e d’accento senza intervenire strutturalmente sul soffitto in legno e senza interferire con la leggibilità delle trasparenze verso l’esterno.
Dettagli
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SETTORE
Residenziale
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COMMITTENTE
Privato
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LOCATION
Lago di Garda
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ANNO
2025
Illuminazione della zona giorno: geometrie sospese e travi a vista.
Nel grande open space, l’esigenza era duplice: portare luce funzionale sui piani di lavoro e, contemporaneamente, dare respiro ai volumi. Abbiamo scelto di non forzare la struttura architettonica, ma di assecondarla con un sistema a nastri tessili che agisce come un tratto di matita teso nell’aria.
Questa soluzione ci ha permesso di disegnare nel vuoto senza interventi invasivi sui soffitti. Sopra l’isola della cucina e il tavolo in marmo, la luce scende esattamente dove serve, sfiorando le superfici materiche e facendone emergere le venature naturali senza mai abbagliare.
Nella zona a doppia altezza, il nastro ruota e diventa un elemento verticale: una linea scura che attraversa lo spazio per accogliere sfere luminose sospese. Qui la luce non illumina oggetti, ma abita il volume, creando una stratificazione che rende lo spazio accogliente e leggibile anche nelle ore più buie.



La scala a chiocciola e la cantina dei vini: la luce come traccia.

Trattata come una scultura architettonica, la scala viene percorsa da una “spina dorsale” luminosa. Il nastro tessile ne asseconda il movimento elicoidale, trasformando la salita in un’esperienza dinamica.
I moduli lineari, installati sul nastro conduttivo, sottolineano la leggerezza della struttura rendendola il perno visivo della casa.

La cantina dei vini si presenta come una stanza nella stanza con un volume a “L”. Qui abbiamo lavorato con micro-proiettori orientabili su binari minimali. L’obiettivo è la precisione per far vibrare le etichette e la trasparenza del vetro, trasformando la collezione privata in una quinta scenografica che dialoga con il resto dello spazio.

La zona notte: il valore dell’illuminazione indiretta
Salendo al piano superiore, il linguaggio cambia. Se al piano terra la luce è un segno grafico visibile, qui diventa silenzio visivo. Per rispettare l’intimità della zona notte e il calore del soffitto in legno, abbiamo scelto la totale invisibilità delle sorgenti.
La luce è alloggiata sopra la trave centrale, utilizzando il soffitto stesso come un grande riflettore naturale. Questa stratificazione indiretta annulla ogni abbagliamento e produce un chiarore morbido, quasi zenitale, che rispetta la venatura del legno e accompagna il riposo senza interruzioni visive.


Tutto il progetto gioca sul dialogo tra i materiali: il calore del legno, la modernità del nastro nero del sistema e la preziosità del marmo. La temperatura colore, rigorosamente calda e interamente dimmerabile, permette a chi abita lo spazio di modulare l’intensità della luce, passando dalla funzionalità del giorno all’intimità della sera.
Il risultato è una villa dove la tecnologia scompare per lasciare spazio al comfort: una casa luminosa, moderna e profondamente accogliente.












